MUSICOTERAPIA RECETTIVA ANALITICA

La musicoterapia recettiva si fonda sul principio dell’ascolto di brani musicali. L’aspetto terapeutico deriva dall’esperienza di condivisione dell’esperienza con qualcun altro. La musicoterapia recettiva può favorire l’approfondimento di aspetti emotivi di sé al fine di raggiungere una maggiore consapevolezza personale e relazionale. L’ascolto di brani musicali può essere un ottimo modo per condividere con altre persone la propria affettività, sia nel setting individuale, psicoterapeuta-paziente, sia nel contesto gruppale.
La storia della musicoterapia recettiva in Italia è relativamente recente, e fa capo all’esperienza di E. Lecourt (1999) e G. Manarolo (2006).

La musicoterapia recettiva analitica è una tecnica strutturata dal prof. Niccolò Cattich nel corso di una decennale esperienza pratica, ed è basata sull’utilizzo, per ciascuna seduta, in questo caso di gruppo, generalmente di quattro brani musicali. All’ascolto di ciascun brano segue una verbalizzazione focalizzata sul vissuto cognitivo ed affettivo relativo all’ascolto stesso, al termine dell’ascolto e delle verbalizzazioni, il conduttore propone una rielaborazione dei contenuti emersi. L’ascolto dei brani, rinforzato dal contesto gruppale, facilita l’espressione di sé.
Questa tecnica, se proposta in gruppo, può essere realizzata attraverso una successione di momenti: una prima fase attraverso brani musicali portati dal conduttore per il gruppo, che permette a ciascun partecipante di entrare in contatto con il proprio mondo emotivo e al gruppo di consolidarsi; una seconda fase in cui ciascun membro porta una personale scaletta di quattro brani per presentarsi, rappresentativi di Sé, al termine delle verbalizzazioni il conduttore procede alla lettura gruppale di ciò che è stato detto; infine, è possibile proporre una terza fase, in cui si attiva una coppia per ciascun incontro già alla fine della seduta precedente, coppia in cui uno dei due sceglie dei brani per l’altro con l’intento di rappresentarlo. La verbalizzazione viene condotta nello stesso modo delle fasi precedenti (dopo ciascun brano, da parte di tutto il gruppo) e al termine dell’ascolto complessivo, colui che ha “ricevuto” i brani, esprimerà agli altri le proprie sensazioni e le proprie considerazioni.
E’ possibile utilizzare la MTR per portare qualsiasi argomento o tema individuale specifico, per cui ciascun partecipante può esprimersi rispetto a quello che preferisce o di cui ha bisogno attraverso la mediazione affettiva e analogica dei brani musicali.
Questa tecnica è stata messa a punto dal professor Cattich (2010) nell’ottica di contribuire al cambiamento e può essere considerata pertanto una tecnica psicoterapeutica, permette a ciascuno di ottenere una prospettiva alternativa rispetto ad una determinata tematica o problema, assicurando una certa distanza emotiva attraverso la mediazione della musica e garantendo la possibilità di poter condividere le proprie emozioni con gli altri.
In questo modo la musica consente a un sentimento, che soggiaceva nascosto, di emergere dalle tenebre verso la luce (Scarso G., Emanuelli G., de Bacco C., 1998).

In conclusione è possibile sottolineare che, in qualsiasi approccio musicoterapeutico, sia esso individuale che gruppale, basato sull’ascolto dei brani o più attivo, così come in ogni terapia ed in ogni relazione di aiuto, appare fondamentale entrare in relazione empatica con il soggetto e con il suo stile di vita, indispensabile premessa all’interpretazione del suo comportamento, delle sue opinioni, delle sue risposte affettive ed emotive alle varie situazioni della vita (Pagani P. L., 1996).