PSICOLOGIA | depressione post-partum

“Genitori non si nasce, si diventa” (Ministero della Salute)

I sentimenti che si presentano nelle neomamme affette dalla depressione post partum sono generalmente la tristezza, l’irritabilità, il pianto, il senso di inadeguatezza. Questi stati d’animo sono spesso accompagnati da sentimenti di vergogna e senso di colpa.
Il disturbo, inevitabilmente, può rendere complicato lo scambio emotivo e comportamentale tra mamma e bambino, ponendo le basi per l’instaurarsi del cosiddetto “attaccamenti insicuro”, che può creare delle difficoltà nello sviluppo cognitivo, emotivo e sociale del bambino.

La “baby-blues” rappresenta, invece, una forma di tristezza piuttosto comune nei primi giorni dopo il parto, che tende a scomparire in breve tempo, in modo fisiologico. La sua comparsa è dovuta essenzialmente al drastico cambiamento ormonale che avviene nelle ore successive alla nascita del bambino, unita alla spossatezza mentale e fisica delle doglie e del parto. L’irritabilità, l’irrequietezza, oltre alla malinconia e alla tristezza, sono tipiche manifestazioni della “maternity blues”.

Nella Depressione Post Partum i sintomi sono più intensi e duraturi rispetto alla “baby-blues”.

Trattamento psicoterapeutico

E’ importante sottolineare che, a livello sociale, la maternità è rappresentata in modo idealizzato e perfetto, escludendo la possibilità che sentimenti quali la solitudine, l’ansia, lo smarrimento, la paura, possano cogliere le mamme di fronte ad un’esperienza complessa e inaspettata come quella della maternità. Questo può comportare il timore di essere considerate delle madri inadeguate, che non corrispondono a delle aspettative spesso mitizzate, portando le donne a sentirsi colpevoli e quindi ad essere poco propense a cercare aiuto.

Molto importante, pertanto, è promuovere un sostegno psicologico alle donne che presentano i suddetti disturbi depressivi a seguito della nascita di un figlio, creando un clima d’ascolto empatico e accogliente, nel quale la persona si senta pienamente compresa e non giudicata, non ultimo, possa ricevere gli adeguati suggerimenti per affrontare nel modo più sereno e soddisfacente possibile il proprio ruolo genitoriale. In tal senso, è importante offrire un percorso di sostegno alla genitorialità non solo alla diretta interessata, ma anche al coniuge, garantendo un supporto completo al percorso genitoriale.

La psicoterapia, all’occorrenza, può richiedere la collaborazione interdisciplinare di altre figure professionali, come ad esempio il medico psichiatra, esperti in terapie alternative, sulla base della valutazione della caratteristiche della persona, delle proprie esigenze e dell’intensità dei disturbi presentati.