PSICOLOGIA | eventi di vita stressanti

“Il segreto della salute e della felicità risiede nella capacità di adattarsi con successo alle condizioni eternamente mutevoli del mondo; il prezzo che si paga per gli insuccessi di questo grande processo di adattamento sono la malattia e l’infelicità” (Selye H., 1956).

Negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale il fisiologo Hans Selye introdusse in medicina il concetto di stress, un concetto che si è fatto rapidamente strada non solo ambiente medico ma anche nei più diversi ambiti della vita quotidiana.
Al giorno d’oggi il termine stress viene usato con estrema frequenza e il suo significato si sovrappone spesso con quello di vita caotica, di condizione urbana, di ritmi e stili di vita disgiunti da quelli naturali: è un termine che oggi viene utilizzato con facilità per indicare genericamente che qualcosa non funziona come dovrebbe nel nostro organismo, corpo e psiche, e che ciò dipende da un sovraccarico di stimoli, da pressioni ambientali che comportano un’usura e uno scompenso psicofisico.
Il fisiologo Hans Selye ha coniato il termine stress, che ha mostrato che questo fenomeno trae origine dalla “crisi” nella quale si trova l’organismo allorchè non riesce a far fronte ai cambiamenti, spesso inevitabili, che subisce l’equilibrio tra esso e l’ambiente circostante.
Lo stress, tuttavia, malgrado il luogo comune, non è sinonimo di malattia, bensì indica una particolare modalità del rapporto organismo-ambiente che sollecita nell’organismo dterminate risposte fisiologiche che “possono”, in alcune condizioni, implicare esiti patologici (Cabib S., Puglisi Allegra S., 1989).
Selye ha definito con il termine stress una particolare risposta difensiva dell’organismo alle pressioni ambientali. Stimoli di diversa natura (stressors), modificando l’equilibrio dell’organismo, danno origine ad una catena di eventi fisiologici che tende a ristabilire la condizione di equilibrio. Questo meccanismo di “retroregolazione” è definito omeostasi ed è alla base delle funzioni alimentari, dell’equilibrio idrico, della respirazione e di tutte le funzioni metaboliche.
L’organismo dell’uomo, grazie alle potenzialità del sistema nervoso centrale, non si limita ad “adattarsi” alla realtà, ad eliminare tensioni, ad emettere risposte compensative in seguito all’allontanamento da una condizione di equilibrio.
L’organismo è un sistema attivo, anche in assenza di stimoli esterni specifici. Da un punto di vista psicologico, il comportamento non tende solo ad alleviare stati di tensione ma anche a costruirne.
Una volta definita una “meta”, l’individuo, in diversi momenti della realizzazione del “piano” e dei sottopiani che lo condurranno ad essa, controllerà se vi è corrispondenza tra le “attese” e la realizzazione attuale del piano. In caso negativo effettuerà delle correzioni.
Se l’ambiente offre le condizioni necessarie alla realizzazione dei “piani” correttivi, l’equilibrio sarà stabilito. Se l’ambiente non consente la realizzazione di tali piani, privando l’organismo di “ogni” possibilità di soluzione, appariranno delle reazioni che coinvolgono l’organismo nel suo insieme, cioè la risposta da stress.
Condizioni di vita nelle quali la minaccia dello stress sia esclusa o ridotta al minimo non esistono. I cosiddetti “Life Events” (lutti, divorzio, separazioni, incidente o malattia, matrimonio, licenziamento, pensionamento, cambiamento delle condizioni di salute di un familiare, gravidanza, cambio di responsabilità sul lavoro, allontanamento da casa di un figlio,…), non risparmiano nessuno. Inoltre, la vita è caratterizzata da eventi non facilmente controllabili e, a volte, imprevisti. E’, invece, possibile conoscere e mantenere sotto controllo le caratteristiche individuali che influenzano le reazioni che l’organismo mette in atto in condizioni di stress.
Occorre, anche, tenere conto che lo stress possiede una dimensione inconscia, espressione di una “strategia difensiva” che sarà positiva fino a quando l’organismo può resistere allo sforzo che la risposta da stress impone.
Da quanto esposto fin qui, l’equilibrio dell’uomo si basa su un costante rapporto ed interazione tra organismo e ambiente, in cui la psiche può avere un ruolo determinante nel condizionare tale rapporto. L’individuo è inteso come “unità biopsicosociale” inscindibile. La “crisi”, la rottura di un equilibrio consolidato, non è pertanto un evento che riguarda l’organismo in quanto tale, bensì il rapporto tra le diverse sfere che compongono la persona, quella somatica, psicologica e sociale, ed è in questo rapporto, poi, che l’individuo può trovare le condizioni per il superamento della crisi. La mancanza di tali condizioni determina invece quella situazione che viene comunemente definita stress.
Gli studi psicobiologici relativi a questo argomento, evidenziano che l’effetto dello stress non è espressione immediata delle strutture dell’organismo geneticamente determinate, bensì dell’ “interpretazione” che l’organismo dà della situazione stressante. Le modalità di interpretazione degli stimoli, la reattività emotiva, i meccanismi funzionali dei quali è dotato fanno quindi dell’organismo “in toto” l’arbitro degli effetti che lo stress produrrà su di esso (Cabib S., Puglisi Allegra S., 1989).
Una storia di eventi stressanti di fronte ai quali non si è saputo o potuto fare altro che soccombere, influenza talvolta in maniera drammatica la reazione a spingere l’organismo nel baratro della patologia. Al contrario, l’avere fatto fronte a numerosi stressors con successo “insegna” all’organismo a prevenire gli effetti negativi di una situazione che possono minacciare il suo equilibrio.
L’esperienza arricchisce l’individuo e gli permette di trovare soluzioni nelle situazioni difficili. In questo senso hanno importanza le differenze sessuali, perché i differenti ruoli sociali che caratterizzano uomini e donne li portano ad adottare differenti atteggiamenti nei confronti della realtà. Sebbene numerosi studi concordino nell’indicare che le donne sono più vulnerabili degli uomini agli effetti stressanti di cambiamenti radicali che coinvolgono il loro equilibrio psicosociale, questo non è sempre vero. Le donne, infatti, sono meno suscettibili di soccombere allo stress in situazioni quali la vedovanza, la perdita del lavoro o il divorzio. L’individuo è anche il suo status socio-economico. L’appartenenza ad una determinata classe sociale, la disponibilità di risorse economiche, sono fattori che riducono o accrescono, a seconda dei casi, la probabilità di subire eventi stressanti così come influiscono sulle possibilità di affrontarli con successo.
Gli eventi stressanti, occorre precisare, non riguardano solo “cambiamenti di vita” di natura negativa, e dolori inevitabili e insormontabili come malattie incurabili o la morte di persone care. Ma comprende eventi che sono o dovrebbero essere normalmente il risultato di scelte dettate da motivazioni allettanti, dal desiderio di cambiare in meglio. Questo presuppone che non conta tanto il significato oggettivo di un evento, quanto il significato che esso assume nel contesto delle relazioni tra l’individuo e l’ambiente, nel valore emotivo soggettivo e nelle possibili soluzioni che l’individuo può scegliere per risolvere la “crisi” derivata dall’evento.

Trattamento psicoterapeutico ad orientamento psicodinamico

Può prevedere una fase supportiva, volta a fornire alla persona uno spazio d’ascolto e chiarificazione, ed una fase maggiormente espressiva, in cui sono favoriti approfondimenti analitici sul significato simbolico che può sottendere la modalità di risposta emotiva ad un determinato evento per poi strutturare quegli aspetti della personalità che possono essere alla base dei disadattamenti. E’ importante che l’intervento terapeutico sia caratterizzato da un clima incoraggiante e collaborativo, teso alla comprensione delle esigenze e delle aspettative di chi ne fa richiesta, e di conseguenza modulato su tali bisogni e attese.

La psicoterapia, all’occorrenza, può richiedere la collaborazione interdisciplinare tra altre figure professionali, come ad es. il medico, il nutrizionista, esperti in terapie alternative, il fisioterapista, sulla base della valutazione delle caratteristiche della persona, delle proprie esigenze e del tipo di disturbo presentato.