PSICOLOGIA | disturbi di origine psicosomatica

…una forma di linguaggio sovente più espressiva delle parole, più chiaramente significativa, e al tempo stesso un linguaggio corporale, il “gergo degli organi” (Adler A., 1933).

Alfred Adler aveva apportato attraverso le sue teorie delle anticipazioni alle teorizzazioni psicosomatiche. Nell’introduzione alla versione italiana di What life should mean to you Francesco Parenti (1983), sottolinea la concezione unitaria dell’uomo della Psicologia Individuale di Adler. Esiste una correlazione “aperta o segreta” tra psiche e soma, che tiene conto del finalismo psicologico. Questo è interdipendente con le finalità biologiche proprie del corpo a tal punto che anche le determinanti obiettive dei fattori biologici di una situazione patologica divengono solo le possibilità e le opportunità che un individuo utilizza. Tutto ciò avviene in quella maniera unica e irripetibile che è lo stile di vita di ognuno.
Secondo queste teorizzazioni i sintomi che si manifestano attraverso il corpo, possono avere un significato psicologico profondo, gli organi colpiti possono quindi assumere uno specifico significato simbolico secondo la loro funzione.

La medicina psicosomatica

Secondo le concettualizzazioni della medicina Psicosomatica i sintomi fisici, che si manifestano attraverso delle alterazioni delle funzioni fisiologiche (per es. enuresi, dolore, vomito, diarrea psicogeni) o delle alterazioni strutturali (asma bronchiale, ulcera gastro-duodenale, ipertensione essenziale, ecc.) possono essere determinati anche da una causa psichica.
Resta, tuttavia, difficile la dimostrazione della causalità diretta o del meccanismo attraverso il quale l’influenza si manifesta. Secondo delle classificazioni diagnostiche come l’ICD-10 si parla di fattori di ordine psicologico o comportamentale che possono aver giocato un ruolo significativo nel provocare sindromi o malattie somatiche (asma, eczema, ulcera gastrica, ecc.).
Alcuni autori sono partiti dall’osservazione che il paziente psicosomatico appare caratterizzato da: incapacità a descrivere con parole i propri sentimenti e incapacità a localizzare nel corpo le sensazioni affettive e distinguerle tra loro. Inoltre, benché abitualmente non sembri sperimentare affetti, può avere periodiche esplosioni emozionali (di pianto, di rabbia) ma senza adeguati e corrispettivi stati interni (di tristezza o di irritazione).
Attuali orientamenti in medicina psicosomatica considerano ogni malattia ad eziologia multifattoriale: biologica, psicologica e sociale.
I sintomi psicosomatici coinvolgono il sistema nervoso autonomo e forniscono una risposta vegetativa a situazioni di disagio psichico o stress. Le emozioni negative, come il risentimento, il rimpianto, e la preoccupazione possono mantenere il sistema nervoso autonomo in uno stato di eccitazione e il corpo in una condizione di emergenza continua. I pensieri troppo angoscianti, quindi, possono mantenere il sistema nervoso autonomo in uno stato di attivazione persistente fino a provocare dei danni agli organi più deboli.
Disturbi di tipo psicosomatico possono verificarsi nell’apparato gastrointestinale (gastrite, colite ulcerosa, ulcera peptica), nell’apparato cardiocircolatorio (tachicardia, aritmie, cardiopatia ischemica, ipertensione essenziale), nell’apparato respiratorio (asma bronchiale, sindrome iperventilatoria), nell’apparato urogenitale (dolori mestruali, impotenza, eiaculazione precoce, anorgasmia, enuresi), nel sistema cutaneo (la psoriasi, l’acne, la dermatite atopica, il prurito, l’orticaria, la secchezza della cute e delle mucose, la sudorazione profusa), nel sistema muscoloscheletrico (la cefalea tensiva, i crampi muscolari, il torcicollo, la mialgia, l’artrite, dolori al rachide, la cefalea nucale) e nell’alimentazione (anoressia nervosa, bulimia nervosa, obesità).
I sintomi psicosomatici sono comuni nelle varie forme di depressione e in quasi tutti i disturbi d’ansia, ma esistono dei disturbi psicosomatici veri e propri in assenza di altri sintomi natura psicologica, che rendono più difficile, per il soggetto, imputare il malessere fisico ad un problema psicologico piuttosto che ad un malfunzionamento organico (disturbi di somatizzazione, disturbo di conversione, disturbo algico, ipocondria, dismorfofobia).

L’apparato gastroenterico: rappresenta il nostro modo di "digerire" e "mandare giù" esperienze o situazioni esistenziali, di assimilarle o eliminarle; la capacità di gestire la rabbia e l'aggressività; di "trattenere" e di lasciare andare; di vivere paure e insicurezze.
La funzione digestiva è coinvolta nello sviluppo precoce delle emozioni, nel lattante le sensazioni di insoddisfazione-bisogno e sicurezza-fiducia sono rispettivamente connesse con fame e sazietà e l’apparato gastrointestinale è interessato primariamente nel rapporto precoce con la madre. Per cui le sensazioni orali-gastriche, digestive ed escretive sono intensamente investite da un punto di vista affettivo e simbolico.
Colite ulcerosa: la malattia, di tipo infiammatorio, colpisce mucosa e sottomucosa provocando crampi, coliche, dolore, perdite ematiche, diarrea, stipsi, febbre. Le cause di questo disturbo possono essere: fattori allergici, infettivi, virali e batterici, genetici, neurogeni, nutrizionali, immunologici, psicosomatici.
Dal punto di vista psicologico sono state sottolineate le caratteristiche simbiotiche dell’intenso attaccamento del paziente ad una figura di riferimento, generalmente la madre. Anche quando il paziente riesce a trasferire tale attaccamento ad altre persone significative, il rapporto è sempre vissuto in termini di estrema dipendenza. Eventi esterni (morte, malattia, separazione) o fantasie che minacciano il mantenimento della relazione possono scatenare la malattia e determinare la ricaduta.
Ulcera peptica: Affezione cronica del tratto gastroenterico superiore (stomaco e duedeno) che deriverebbe da un’eccessiva secrezione acido-peptica.
I fattori emotivi giocherebbero un ruolo molto importante nell’insorgenza dell’ulcera. L’ansia, la paura, sono le principali emozioni riscontrabili in questo disturbo. Da un punto di vista psichico è probabile che gli stress esistenziali riattivino uno stato di insicurezza in cui la persona fin dall’infanzia ha associato una risposta neurovegetativa dello stomaco. Uno stato cronico di ansia e lo stress psichico possono determinare una riacutizzazione della malattia: pazienti con ulcera peptica possono affrontare lo stress più negativamente.

L’apparato cardiocircolatorio: esprime la capacità di gestione dei nostri affetti più profondi, degli istinti e delle emozioni, la capacità di dare e ricevere amore; di permettere la libera "circolazione" della gioia, delle passioni, dell'amore nella nostra vita.
Cardiopatia ischemica: L’infarto miocardico, l’angina pectoris sono le più comuni manifestazioni della cardiopatia ischemica. Le emozioni che caratterizzano questa patologia sono la paura, la rabbia e l’ansia. L’ipotesi multifattoriale dei disturbi attribuisce un ruolo determinate oltre al fumo, colesterolo, diabete, ipertensione, obesità, vita sedentaria, anche a una serie di fattori psicosociali quali: - le differenze tra status sociale dell’infanzia e quello acquisito nell’età media; mobilità sociale che comporta conflitti e cambiamenti di abitudini e cultura; sradicamento dall’ambiente con perdita della protezione fornita dalla comunità etnica e religiosa di appartenenza; - ansia, insoddisfazione esistenziale (perdita di prestigio, di persone care, fallimento lavorativo, stress prolungato).
Tendenzialmente questi pazienti possono manifestare tratti di personalità caratterizzati da un’eccessiva dedizione e responsabilità sul lavoro, un’incessante ricerca di migliorare rendimento, status sociale, prestigio professionale, tendenza a raccogliere la sfida di nuovi impegni e incalzanti scadenze. L’infarto sembra intervenire in occasione di conflitti interpersonali ai quali la persona reagisce con un comportamento “di resistenza a denti stretti”, negando la tensione interna, senza poter ricorrere allo scarico dell’aggressività, né ad un’accettazione della situazione, né alla depressione.

L’apparato respiratorio: può raccontare dei problemi che si vivono nell'ambiente familiare o lavorativo e dei conflitti, disagi, dolori o frustrazioni che vi si "respirano"; del bisogno o della mancanza, metaforici, di spazio e di "aria", di indipendenza o di autonomia.
Asma bronchiale: allergia, infezione, emozione sono ritenuti alla base della situazione asmatica. E’ presente una base immunofisiologica predisponente su cui si innesta il meccanismo scatenante allergico ed emozionale.
E’ stata sostenuta l’importanza, come fattore predisponente, di esperienze della prima infanzia con una figura materna iperprotettiva, di un condizionamento prematuro all’autocontrollo, di una precoce soppressione del pianto e delle manifestazioni di aggressività comportamentale.

L’apparato urinario: può manifestare problemi legati al contatto, alla comunicazione, a conflitti interpersonali o a paure profonde, mentre l'apparato genitale esprime spesso conflitti legati alla sessualità, ai rapporti di coppia, a rabbia, collera, frustrazioni o aggressività represse.
Enuresi: è un disturbo transitorio che consiste nell’incapacità (dopo i 3-4 anni di età) di inibire il riflesso urinario: il bambino bagna i vestiti durante il giorno o, più frequentemente, il letto durante il sonno notturno senza risvegliarsi per urinare.
Nonostante il disturbo cessi di solito entro i 7 anni (ed entro i 17 per quasi tutti i soggetti) esso persisterebbe saltuariamente nell’1% della popolazione adulta.
L’eziologia di origine psicologica osserverebbe nella persistenza del sintomo il risultato di un atteggiamento familiare permissivo o di costellazioni conflittuali che consentirebbero lo stesso comportamento regressivo. L’enuresi è stata considerata espressione di aggressività e ostilità così come mezzo per richiedere l’attenzione familiare.
Impotenza: la caratteristica principale del disturbo maschile dell'erezione o impotenza è una persistente o occasionale incapacità di raggiungere, o di mantenere un'adeguata erezione fino al completamento del rapporto sessuale.
Se l'uomo non è mai riuscito ad ottenere un'erezione per poter portare avanti un amplesso si tratta di una disfunzione definita primaria; se invece egli ha sperimentato uno o più rapporti sessuali completi prima che l'impotenza insorgesse, si parla di disfunzione secondaria. 
La presenza allora di erezioni spontanee notturne e/o al risveglio e la capacità di raggiungere e mantenere l'erezione durante la masturbazione sono prove dirette e inconfutabili del fatto che non vi siano in realtà cause organiche, ma piuttosto che il problema sia di natura psicologica.
In tal modo episodi isolati e/o sporadici possono rientrare nella norma, se invece aumentano, apportando disagio e menomazione personale e di coppia, allora si tratta di un vero e proprio disturbo dell'erezione, dietro al quale vi sono: ansia da prestazione, paura di fallire, eccessiva fissazione sulle proprie reazioni-prestazioni fisiologiche, scarsa o bassa autostima, blocchi psicologici, paura delle proprie stesse sensazioni e/o emozioni, ipersensibilità, stress, tensioni, incomprensioni, malumori di coppia.
Il disturbo dell'erezione può allora avere tra le sue cause, anche problemi psicologici a livello relazionale ed affettivo con la partner, i quali non fanno che rinforzare negativamente gli altri fattori causali personali.
Dunque conflitti, rancori, divergenze, incomprensioni, incapacità pratiche e psicoemotive, etc. con la propria compagna supportano ulteriormente le dinamiche mentali disfunzionali alla base del problema erettivo, e l'impotenza diviene così sempre più cronica e problematica.
 
Il sistema cutaneo – La pelle: manifesta problemi legati al  contatto, alla comunicazione, all'espressione emotiva, alle relazioni, rappresenta la superficie su cui si possono manifestare le emozioni più profonde (tra cui rabbia, irritazione, rifiuto, senso di ingiustizia, aggressività repressa) o stati di stress.
Alcuni disturbi dermatologici risultano causati da una combinazione di fattori organici e psichici anche se è poco conosciuta la relazione tra essi.
Psoriasi: è una malattia ad eziologia ignota, tendenzialmente cronica, ricorrente, imprevedibile. Colpisce cuoio capelluto, ginocchia, gomiti, torace, pieghe dei glutei, unghie, con chiazze rotonde, ispessite, rossicce, coperte di grosse scaglie. Tra i fattori responsabili dell’aggravamento è riferito lo stress emotivo.
Dermatite atopica: ereditaria, ad eziologia multipla, è associata con asma, rinite allergica, febbre da fieno. Consiste in un’infiammazione cronica e pruritica della pelle. Tale disturbo interessa: piega del gomito, ginocchio, cuoio capelluto, faccia, dorso. Causa prurito ed ispessimento cutaneo.
Prurito: Il prurito è una sensazione localizzata sulla pelle che causa l’urgente e ripetuto stimolo a grattare e strofinare. L’origine psichica del prurito viene presa in considerazione quando si possono escludere disturbi dermatologici (scabbia, orticaria, dermatite da contatto) o internistici (diabete, allergie alimentari, epatopatia), che possono esserne responsabili.
Nella genesi e mantenimento del prurito generalizzato psicogeno, sono presenti importanti componenti psichiche ed emotive: colpa, rabbia, irritazione, noia, eccitamento sessuale.

Il sistema muscoloscheletrico:  esprime disagi legati al sostegno, alla flessibilità, alla rigidità, alla capacità di "portare pesi", alla libertà di movimento, di indipendenza o di autonomia.
Cefalea tensiva: è causata da contrazione muscolare e sono presenti sentimenti di rabbia repressa.
Torcicollo: in assenza di segni fisici, è stato ipotizzato che ci siano impulsi inconsci aggressivi rivolti dal paziente verso se stesso in una condizione di depressione.

Il disturbo di somatizzazione: caratterizzato dalla associazione di dolore e sintomi gastro-intestinali, sessuali e pseudo-neurologici non riconducibili però a una o più condizioni mediche.

Il disturbo di conversione: caratterizzato da sintomi ingiustificati di deficit riguardanti le funzioni motorie volontarie e sensitive, i quali potrebbero suggerire una condizione neurologica o medica generale; in realtà fattori psicologici appaiono collegati con i sintomi o i deficit.

Il disturbo algico: caratterizzato dal dolore come punto focale principale della alterazione clinica dove un qualche fattore psicologico ha un importante ruolo nell'esordio, gravità, esacerbazione e/o mantenimento. L'ipocondria: caratterizzata dalla preoccupazione legata al timore o alla convinzione di avere una grave malattia, basata sulla erronea interpretazione di sintomi o funzioni corporee.
La dismorfofobia o  disturbo di dismorfismo corporeo : caratterizzato dall'eccessiva preoccupazione riguardante un difetto fisico presunto tale o fortemente sopravvalutato.
 
Trattamento dei disturbi di origine psicosomatica secondo l’orientamento biopsicosociale

Il trattamento può richiedere una collaborazione interdisciplinare tra medico, psicologo, dietista/nutrizionista, esperti in terapie alternative, fisioterapista, a seconda dell’apparato colpito, della specifica valutazione del caso e dei bisogni emersi. Diventa utile l’inquadramento diagnostico.
La psicoterapia ad orientamento psicodinamico può prevedere diverse fasi con alternanza di interventi supportivi, volti a fornire alla persona uno spazio d’ascolto e chiarificazione, e interventi maggiormente espressivi, in cui sono favoriti approfondimenti analitici sul significato psicologico, relazionale e sociale che può sottendere il disturbo, favorendo e mantenendo un clima incoraggiante e collaborativo all’interno della relazione terapeutica, che promuova la salute ed il benessere del paziente.

Qualsiasi forma di cura è in fondo un viaggio nell’imprevisto, nell’ignoto. Qualsiasi forma di cura ci appare il più sovente come un itinerario ben programmato, ma si rivela in generale come un’avventura, piena di rischi e di sorprese.
Quali che siano i risultati ottenuti, quali che siano le speranze realizzate, il paziente e il suo terapeuta hanno fatto un cammino insieme e questa esperienza comune li avrà influenzati reciprocamente, molto più di quanto essi hanno o avessero potuto pensare (Abraham G., 1989).