PSICOLOGIA | disturbi d'ansia

Ansia. Una manifestazione fondamentale dell’essere nel mondo. (Martin Heidegger)

L'ansia può rappresentare un sintomo di numerose sindromi cliniche e, allo stesso tempo, è un fenomeno che si manifesta normalmente nella vita di ogni individuo. Alcune fasi o momenti particolari dello sviluppo sono per loro natura accompagnati da una temporanea condizione ansiosa. Ne sono un esempio:

- l'ansia di separazione o l'ansia dell'estraneo sperimentata dal bambino;
- l'ansia in concomitanza di grandi cambiamenti esistenziali;
- l'ansia in situazioni di minaccia per l'integrità fisica o di pericolo per il proprio ruolo sociale.

L'esperienza soggettiva di uno stato d'ansia o tensione è una condizione che si verifica frequentemente nella popolazione generale e che può assumere differenti livelli di intensità.
Alcuni autori (Smeraldi, Bellodi, Provenza, 1991) definiscono questo stato affettivo non tanto come un sintomo o una sindrome specifica, ma piuttosto come una modalità di esistenza, verosimilmente legata a conflitti contingenti alla natura umana, le cui manifestazioni (apprensività, inquietudine e paura) possono intensificarsi ed assumere una connotazione psicopatologica.
L’ansia è normale e funzionale quando si presenta come una reazione d'allarme diretta contro uno stimolo reale e conosciuto; questo tipo di reazione provoca uno stato di tensione psicologica che tuttavia attiva le risorse dell'individuo e potenzia le sue capacità operative finalizzate alla risoluzione del problema.
L’ansia diventa patologica quando sembra sorgere dall’interno del corpo, ed è quello che in genere viene chiamato attacco di panico: si manifestano un gruppo di sintomi che si presentano all’improvviso, spontaneamente, senza preavviso e senza apparente motivo. Inizialmente questi sintomi possono verificarsi attraverso la sensazione che qualche parte del corpo abbia perso il controllo per un certo tempo, via via si presentano sensazioni soggettive di panico e terrore, che sorgono apparentemente a caso, dal “nulla”. Se gli attacchi di panico persistono quasi tutti i pazienti sviluppano una o più fobie. Una delle fobie più comuni è la fobia sociale: la paura di situazioni sociali come mangiare, bere o scrivere in pubblico, essere guardati o essere al centro dell’attenzione. Queste paure possono diventare estreme, possono assumere la forma dell’agorafobia: paura dei luoghi pubblici, della folla, dei tunnel, delle autostrade, ecc… Infine, si può sviluppare un’ansia anticipatoria: la persona inizia a sentirsi spaventata in previsione di un attacco di panico (Sheehan, D., 1983).
Dal trattato italiano di psichiatria: “L’ansia patologica si caratterizza come una risposta inappropriata, in quanto irrealistica o eccessiva, a preoccupazioni esistenziali o relative all’ambiente e la cui conseguenza principale è rappresentata da una alterazione delle normali capacità individuali.” (Nisita, Petracca, 2002).

Trattamento psicoterapeutico ad orientamento psicodinamico

Nell'ambito della relazione terapeutica, la persona può ricercare e comprendere il significato di stati d'animo e comportamenti apparentemente incomprensibili e acquisire consapevolezza dei vantaggi secondari che trae dal suo malessere e che ostacolano il processo di cambiamento; questo processo può avvenire attraverso un clima incoraggiante, in cui il terapeuta ascolta e favorisce nella persona la possibilità di ristabilire un senso del proprio vissuto, aiutandola a raggiungere un maggior grado di coscienza delle proprie dinamiche interne e, se utile, ricercando insieme delle vie di sublimazione dei propri impulsi che gli consentano di incanalare parte della tensione emotiva in attività e interessi da cui trarre gratificazione.

La psicoterapia, all’occorrenza, può essere integrata con la farmacoterapia o attraverso metodi appartenenti alla medicina alternativa (neturopatia, trattamenti energetici), sulla base della valutazione delle caratteristiche della persona, delle proprie esigenze e del livello di disturbo presentato.